Pioli e la lacrime di coccodrillo. Piangere non fa vincere le partite.

Ieri abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di come il problema non fosse Mancini il piangina, ma è l’inter che infetta ogni suo allenatore (mi immagino se Sarri un giorno andasse ad allenarli, mamma mia!). Siamo di fronte ad una partita che non ammette repliche, i dati a fine gara parlano chiaro, il predominio fisico e di occasioni della Juventus è stato netto, anzi di più. Ma mettiamo le cose in ordine. E’ un primo tempo estremamente equilibrato sul piano del gioco e dei contatti fisici vinti, l’Inter con Gagliardini ha la meglio nei contrasti aerei, la Juventus in toto invece vince la battaglia nei contrasti a livello generale recuperando parecchi palloni, i nerazzurri sbagliano parecchio nei passaggi, il primo tempo termina però con una (1) grandissima occasione per Joao Mario e diverse occasioni da gol per la Juve, oltre al bolide di Cuadrado sul finire (gol meraviglioso), Handanovic salva due gol possibili dei bianconeri e si segnalano inoltre due traverse con Dybala e Pjanic. Insomma l’equilibrio era nel gioco ma non ai punti finali del primo tempo. L’inter finisce qui la sua gara, la Juve nel secondo tempo gestisce comodamente, a fine partita i nerazzurri avranno segnalati zero (0) tiri in porta nella ripresa. Se c’era equilibrio nel gioco nel primo tempo, nella ripresa svanisce anche quello. Ma veniamo ai pianti a fine gara dei nerazzurri. Le lacrime di Pioli si basano tutte sull’immaginazione di due rigori non dati da Rizzoli per l’Inter, cosi almeno si lagnava in stato di trance, voglio sperare però che a Pioli nessuno gli abbia fatto vedere le immagini per bene perchè non c’era nessun rigore per l’Inter. Ed ecco le prove:

Uno dei rigori immaginato da Pioli.

Questo è il primo episodio, la realtà come potete osservare attentamente dal fotogramma è ben diversa. Mandzukic entra sul pallone prima di tutto in maniera netta, rischia perchè un simile intervento in area non ha alcun senso visto che Icardi avrebbe quasi sicuramente perso il pallone sul fondo campo, ma bisogna dargli atto sia regolare come ammonisce lo stesso Cesari a Mediaset Premium nel post gara (insultato da Pioli solo perchè non diceva ciò che voleva l’allenatore lamentoso). Quindi rigore inesistente. E siamo solo al primo episodio. Il secondo rigore immaginato riguarda un duello tra Lichsteiner e D’Ambrosio (se non erro). Quello era ancora meno rigore di ciò che farneticava Pioli, i due si strattonano entrambi, in questi casi da regolamento non c’è nulla di nulla (ricordo che fu dato un rigore del genere in un Juventus Roma a Totti, stesso identico episodio, nessuno disse nulla). Ma ancora non abbiamo finito perchè ora le cose si ribaltano, guarda qui:

Inizio secondo tempo, ci troviamo dentro l’area nerazzurra, in uno scontro tra interisti, Medel allarga il braccio (quindi non risulta attaccato al corpo) e tocca il pallone con il polso. Rigore netto NON dato da Rizzoli. La Juve non protesta più di tanto, l’errore ci può stare vista la confusione creata dai due giocatori molto stretti, Rizzoli e gli assistenti potrebbero non aver visto. C’era quindi un rigore per la Juve. Segnatelo. Non finisce qui perchè arriviamo alla condotta di gara dell’arbitro in merito alle sanzioni ai giocatori. Giuste le ammonizioni per i bianconeri, commettono falli, taluni anche inutili. Ma, attenzione, mancano alcuni provvedimenti per gli interisti che nel primo tempo (come da statistiche reali) commettono più falli della Juventus. Soprattutto due sono gli indiziati: Candreva e Gagliardini. Il primo dopo aver subito ad inizio gara una stupida ammonizione, meriterebbe il secondo giallo per un brutto fallo al limite dell’area nerazzurra. Manca quindi una espulsione abbastanza palese. Per Gagliardini invece ci sono tre falli netti, in cui non scatta nemmeno il giallo, nonostante l’ammonimento di Rizzoli verso il giocatore (“al prossimo fallo ti ammonisco”) ma lui continua a fare fallo e non viene sanzionato.

Questo è quanto, è stata una bella partita combattuta soprattutto fisicamente, Pioli ieri ha dimostrato come piangere non è prerogativa di grandi allenatori e non ti fa vincere le partite.

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Nato nel 1985 in una italia ancora lontana dalla crisi del 2000, vissuto, per fortuna, lontano da tutte le tecnologie per 15 anni, purtroppo poi hanno invaso anche me e la mia vita. Ora mi ritrovo in questo sistema, marcio, obsoleto, da cui è impossibile liberarsi, quindi cerco di parteciparvi al meglio. Juventino di fede. Nessuna fede politica e religiosa. Ancora alla ricerca di me stesso, chissà se mai lo troverò. Ho valori importanti che non mi servono a nulla. Lavoro ma giusto per guadagnare qualcosa. Credo nell'amore, quello vero, sincero, appassionato, antico, non quello di oggi. Solo l'amore può salvarci. Nient'altro. Adoro gli animali, sono migliori di noi. Meriterebbero di stare da soli e in santa pace su questa pianeta, senza la presenza del virus umanoide che lo sta distruggendo.

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