Bisogna dirlo, Inter-Juventus è stata una partita bellissima, anche se a conti fatti siamo usciti da San Siro si con la finale in tasca ma con un risultato nettissimo di 3-0 a sfavore. Meriti e demeriti, merito dei nerazzurri per la loro fede nella possibile rimonta, il loro cuore per non darsi vinti, demerito della Juventus che quando non ha l’atteggiamento storico della Juventus, rischia di prenderle da chiunque. Se poi di fronte ti ritrovi la tua rivale storica allora le cose si fanno ancora più difficili. Nemmeno ieri scrivevo del post sulla mentalità Juve che l’ha contraddistinta nella sua storia, come non detto verrebbe da pensare! Però in effetti invece, è proprio la regola che quando la Juve non si comporta da Juve fa una brutta fine. Certo, la colpa ieri l’ha avuta anche il mister per sua stessa ammissione. Proporre ancora una volta un modulo a cui siamo poco abituati (sono sempre più convinto che non dobbiamo mai e poi mai distaccarci dal 3-5-2 per nessuna ragione) e giocatori che ad oggi non hanno assolutamente il ritmo partita (Asamoah!) e inoltre non averla preparata a dovere, ecco, tutto questo porta a risultati aberranti di questo tipo, a queste figuracce. Chiaramente ieri l’Inter ha fatto la gara della vita, non poteva essere altrimenti che con la sua odiata rivale storica. Noi però ci abbiamo messo del nostro. Sono convinto che ancora una volta l’andamento della gara è stato deciso dalla Juve e non dall’Inter. Magari mi sbaglierò. Si capirà a Bergamo contro l’Atalanta agguerrita e affamata di punti salvezza. Ma guardiamo anche il bicchiere mezzo pieno, in finale ci siamo noi e ce la giocheremo contro l’altra milanese a Roma. Ci dovrà essere tutt’altra Juventus però, perchè altrimenti l’11esima Coppa Italia sarà solo un sogno di mezza stagione. Sempre forza Juventus, fino alla fine.