Uno Juventino della Campania è un personaggio unico. Dotato di un coraggio fuori dal normale, si ritrova a vivere la sua vita difendendo una causa che viene dal cuore, tifare una squadra per cui prova emozioni indescrivibili. Uno Juventino della Campania è un personaggio capace di soffrire in silenzio a causa del “Razzismo” quotidiano messo in atto dal tipico medio tifoso del Napoli, un tipo di tifoso che segue il dogma “tifa la squadra della tua città” e pretende al tempo stesso che tutti facciano come lui, nonostante per fortuna, esistano persone capaci di andare ben oltre ad un semplice ordine che si tramanda da generazioni. Il tifoso Juventino in Campania che sia di Napoli, di Ischia, di Benevento, di Salerno, deve per forza tifare Napoli. Nasci a Ischia ma devi tifare Napoli. Secondo il ragionamento del napoletano medio quindi, non capisco perchè un casertano debba tifare Napoli e non Caserta, perchè è cosi che ragiona un napoletano medio “tu devi tifare la squadra della tua città ma se sei di Caserta devi tifare Napoli”. Una leggera incongruenza non trovate? Mi viene sempre da ridere quando leggo o sento questi pensieri contorti. Vivendo in Campania ed essendo un tifoso della Juventus da più di 20 anni, capite come questo loro strano e abbastanza vetusto, modo di pensare sia per me all’ordine del giorno. Con i social poi oggi una certa ignoranza è ancora più diffusa. Si mette in mezzo persino la storia dell’unità d’Italia parlando di calcio, senza peraltro conoscere bene le dinamiche che furono. Borboni contro Savoia, nord contro sud, insomma una pappa di parole del tutto fuori luogo che poco c’entrano con uno sport come il calcio e con la Juventus in realtà, perchè di questi tifosi medi napoletani, nessuno di loro conosce la storia della Juve che fu dal 1897 in poi. Farebbero bene a leggersi qualche libro che spiega dettagliatamente la storia bianconera e gli inizi in quel liceo, con i valori che quei ragazzi di Torino volevano portare in tutto il paese italico. Nessuno di loro sa che la prima Juve non era una società di calcio solamente ma una polisportiva e soprattutto che diffondeva i valori dello sport e dell’attività fisica in ogni zona in cui poteva (visto che le disponibilità economiche dell’epoca per i ragazzi del liceo erano molto poche). Il tifoso medio napoletano parla di storia ma non la conosce. Il sunto alla fine è questo.

cwgjiu8wiaa5fkk-jpg-large

Perchè il tifoso medio napoletano alla fin fine, pensa di difendere la “sua città” tifando una squadra di calcio. Una città che è totalmente allo sbando, nella realtà, piena di criminalità, disservizi, povertà. Difendere la città tifando una squadra di calcio quindi, comodo, alla fin fine non bisogna fare nulla se non urlare e sbraitare. Intanto la città, quella vera, continua ad affondare. E’ divertente. Devo ancora capire se sono consapevoli di tutto ciò oppure non hanno ancora ben compreso che la vita reale è una cosa e il calcio invece è solo uno sport e non si difende nessuna città. Città che a dire il vero non rappresenta nemmeno la Juve, un altro errore del tifoso napoletano medio è proprio questo. Pensare che la Juventu rappresenti la città di Torino. Niente di più falso, la Juve storicamente da sempre, è una società di calcio che abbraccia l’Italia intera, gestita da una famiglia che ha fatto anch’essa la storia della nazione. Poche famiglie come gli Agnelli hanno segnato profondamente la crescita industriale ed economica dell’Italia intera. Ma questo forse è troppo difficile da spiegare al tifoso medio napoletano. Una famiglia di elitè che ha fatto crescere una squadra di calcio d’elitè ammirata in tutto il mondo. Poche società sul pianeta ad oggi posso vantare una organizzazione manageriale come quella della Juventus. La vecchia signora è e sarà per sempre la squadra di tutta Italia, che i napoletani lo vogliano o no, e ci sarà sempre a Napoli qualche ragazzo/a che si innamorerà di quei colori, che si innamorerà di quelle vittorie, di quella sconfitte, di quei giocatori con la maglia bianconera, di quelle grosse delusioni, di quelle esaltanti gioie che solo la Juventus è capace di dare. Che lo vogliano o meno ci sarà sempre un bambino/a che aprirà il suo cuore sportivo per ricevere le emozioni più grandi che una squadra di calcio sia in grado di dargli. Come è successo a me, da piccolino, mi innamorai del bianconero. Vedevo in Tv giocare una squadra e non mi emozionava, vedevo in tv giocare la Juve e rimanevo a bocca aperta. Il cuore aveva scelto, non avevo lasciato che altri scegliessero per me o che qualche tradizione mi dicesse chi tifare, lasciai aperto il mio cuore e fu lui a scegliere e scelse quei colori, scelse la Juve. Ed è stata la più bella cosa che mi sia mai successa.

Tutto questo voi tifosi medi napoletani, non potrete mai capirlo.

Mi dispiace per voi.

#FinoAllaFine #ForzaJuventus