Il Porto e il Do Dragao, non è facile per nessuno giocarci, i lusitani sono temibili come squadra per la loro storia per il loro continuo essere presenti in Champions League ogni stagione. Conoscono bene la competizione. Ma non è solo questo. La squadra di Oporto è anche l’unica squadra portoghese che gioca un calcio molto simile a quello italiano: accorto, prudente, concentrato, tatticamente ordinato. Lo vedremo mercoledì sera, nel corso degli anni si sono distaccati molto dal prototipo di squadra portoghese votata all’attacco e al palleggio, sono invece una formazione che bada molto alla fase difensiva (una delle miglior difese d’Europa), lo abbiamo visto contro la Roma, i giallorossi sono stati eliminati abbastanza agevolmente dai portoghesi senza troppe difficoltà, caduti più volte nella trappola di pressing del loro centrocampo, Dzeko e soci non riuscirono a creare occasioni importanti per mettere in pareggio i conti. Sono una squadra di tutto rispetto, piena zeppa di talenti che puntualmente vengono poi venduti a suon di milioni in tutta Europa (Alex Sandro il grande ex). La Juventus dovrà essere accorta, non abbandonare mai la tensione (tallone d’achille bianconero) e soprattutto essere aggressivi ma senza esagerare, i portoghesi sono bravi anche a provocare, sfiancano l’avversario psicologicamente (ricordo un intervento di De Rossi nelle fasi eliminatorie contro la Roma, rosso diretto, fallo di nervosismo). Insomma siamo di fronte a tutt’altro che un avversario facile. La Juventus dal canto suo non deve crogiolarsi sui giudizi degli ultimi giorni dai media (addirittura considerata la favorita per la Champions), deve essere consapevole che sarà una battaglia da qui alla fine e non deve mai mollare la presa. Il Do Dragao sarà il primo vero banco di prova della nuova Juventus targata Allegri, della Juventus di Gonzalo Higuain e del modulo superoffensivo creato ad hoc per questa formazione da sempre in difficoltà in Champions League.