Lione – Juventus. Il mio brutto vizio è sempre quello di basare i miei giudizi non sul risultato ma sulla prestazione della mia squadra. Lo so, ieri abbiamo ottenuto una vittoria che garantisce, praticamente, il passaggio del turno. Ma non posso fare a meno di osservare come l’abbiamo conquistata. Questa Juventus continua a non avere, a mio modo di vedere le cose, la mentalità giusta per potersi giocare la Champions League da protagonista. Contro un Lione abbastanza modesto la squadra bianconera ha approcciato la gara in maniera sbagliata, i francesi erano partiti chiaramente per uscire indenni con un pareggio, nei primi 30 minuti di gioco avevano praticamente messo un Pullman davanti la porta di Lopes. Ma la Juve ci ha messo del suo non alzando i ritmi, non aggredendo gli avversari già nella prima impostazione difensiva. Cosi la gara è scivolata stanca, per tutto il primo tempo. Come al solito, come la Juventus di questa stagione. A me è sembrato spesso che i ragazzi non sapevano come comportarsi, non sapevano dialogare tra di loro, Dani Alves e i suoi passaggi troppo complicati più volte hanno messo in pericolo tutta la squdra, esponendola a contropiedi temibili ma mai sfruttati dai francesi (a proposito della loro modestia). Non capisco cosa abbia fatto Alves per meritarsi cosi tanta fiducia da parte di Allegri, che io ricordi l’unica buona prestazione l’ha offerta solamente contro il Cagliari fino a questo punto. Il ragazzo pensa ancora di essere al Barcellona a praticare il TikiTaka. La Juve è ben altra cosa rispetto a questo tipo di gioco e come disse Chiellini “noi non siamo e non saremo mai il Barcellona o il Real Madrid”. Siamo la Juve, e da noi giochetti come il TikiTaka non ci saranno mai. Speriamo Alves lo capisca, perchè gli basterebbe poco davvero per dare un grande contributo alla nostra causa. Per ora lo reputo solamente una tassa da pagare in ogni gara. Mi ha stupito positivamente Evra invece, da centrale di sinistra ha giocato davvero bene, ma forse anche merito dell’avversario che non lo ha mai messo in difficoltà dalle sue parti. Forse in altre situazioni meglio un centrale di ruolo. Ma il problema a livello globale rimane. La Juve è ben altra cosa in Champions, perde tutta la sua sicurezza di gioco e di carattere. Come se non sapessero di essere forti. Ma questi sono tutti aspetti psicologici che dovrebbe curare l’allenatore. Qual è il piano di Allegri?