Le scomode verità di Ferruccio Mazzola ai tempi di Helenio Herrera. Il doping denunciato, Ferruccio alla fine non ha resistito a sdoganare la “Grande Inter” di quegli anni. Qui il libro in vendita su Amazon. Avevo sempre sentito parlare della grande Inter dopata, quella che fu in grado di vincere due coppe dei campioni e cinque scudetti (se ricordo bene). All’inizio il libro suscitò l’ira del fratello Sandro da sempre grande tifoso dell’Inter oltre che uno dei suoi calciatori simbolo. Ma alla fine anche lui ha dovuto ammettere: . i “caffè dopati” di Helenio Herrera, nell’Inter degli Anni ’60, NON erano un’invenzione di suo fratello Ferruccio. Era tutto vero. Ed è la parola definitiva su una vicenda controversa in cui ha avuto un ruolo anche “l’Espresso”. Ecco alcuni stralci dell’intervista fatta a Ferruccio dopo l’uscita del libro (ricordiamo che l’Inter gli fece una causa milionaria, storia triste)  «Ho visto l’allenatore, Helenio Herrera, che dava le pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve (io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. Qualcuno le prendeva, qualcuno le sputava di nascosto. Fu mio fratello Sandro a dirmi: se non vuoi mandarla giù, vai in bagno e buttala via. Così facevano in molti. Poi però un giorno Herrera si accorse che le sputavamo, allora si mise a scioglierle nel caffè. Da quel giorno ‘il caffè’ di Herrera divenne una prassi all’Inter. Non so con certezza cosa ci fosse dentro, credo fossero anfetamine. Una volta dopo quel caffè, era un Como-Inter del 1967, sono stato tre giorni e tre notti in uno stato di allucinazione totale, come un epilettico. Sandro e io, da quando ho deciso di tirare fuori questa storia, non ci parliamo più. Lui dice che i panni sporchi si lavano in famiglia. Mio fratello ha paura di inimicarsi i dirigenti nerazzurri. E tutti quelli che stanno ancora nel calcio non vogliono esporsi, temono di rimanere tagliati fuori dal giro. Sono legati a un sistema, non vogliono perdere i loro privilegi, andare in tv, e così via». La causa milionaria che lo riguardava alla fine fu vinta nel 2011 ma Ferruccio non potè nemmeno godersi la sua bella vittoria contro lo sporco del calcio che due anni dopo morì. E’ una storia triste riguardante una società di calcio che si è fregiata (e continua a farlo) di un periodo in cui vinse tutto, che vuole nascondere il fatto che quelle vittorie sono frutto di ben altro e come poi ha ammesso Sandro Mazzola all’alba dei 73 anni “E’ tutto vero, Ferruccio aveva ragione”.