Ieri come al solito, sul web è rimpallata la news partita da Il fatto quotidiano, sulla vicenda riguardante la mafia calabrese a Torino. La Procura da mesi indagava su alcune famiglie della zona, per questioni legate a reati contro persone e patrimoni. Una di queste riguarda anche la Juventus. Infatti la procura accusava alcune di queste famiglie di volersi infiltrare (o perlomeno tentarci) negli ambienti bianconeri, soprattutto in quelli riguardanti gli abbonamenti allo stadio, i biglietti e il bagarinaggio. Parliamo di tentativi. Questo è il primo punto da chiarire. Ma c’è di più, a quanto pare Il Fatto Quotidiano asserisce anche che Andrea Agnelli avrebbe avuto rapporti personali con alcuni boss della mafia calabrese. Ma qui entriamo nel campo delle ipotesi, infatti i verbi cominciano ad essere usati col “condizionale”. Sta di fatto che in pochi hanno avuto “l’onore” di leggere l’articolo per intero, in quanto sul sito è categorizzato nella sezione a pagamento (bisogna pagare un abbonamento), quindi in realtà sul web il 90% delle persone, scrive, twitta, parla, senza nemmeno aver letto l’intero articolo. Tipica abitudine italiota. Subito gli altri media hanno ripreso la notizia e l’hanno diffusa come avviene solitamente senza nemmeno approfondire la vicenda (il classico copia-incolla). Il Fatto Quotidiano non è nuovo a queste cose, ricordo ancora l’articolo (mi pare a firma di Ziliani il chè è tutto dire) sugli ipotetici enormi debiti che la Juve avrebbe avuto con il Bologna (anche questo articolo era a pagamento!). Insomma l’ennesimo articolo “farlocco” contro Agnelli e la Juventus. La nota della società non si è fatta attendere:

Juventus Football Club e il Presidente Andrea Agnelli, alla luce di alcuni articoli pubblicati in questi giorni, comunicano di aver affidato ai legali la tutela della propria onorabilità e rispettabilità.

Si precisa che la Procura della Repubblica di Torino ha avviato, e recentemente concluso, un’indagine su alcune famiglie ritenute appartenenti alla ‘ndrangheta alle quali si contestano oltre a reati contro persone e patrimonio, anche il tentativo di infiltrazione in alcune attività di Juventus Football Club. Si ricorda inoltre che nessun dipendente o tesserato è stato indagato in sede penale.

Si precisa altresì che, nel pieno rispetto delle indagini e degli inquirenti, la società ha sempre collaborato mantenendo uno stretto riserbo a tutela del segreto istruttorio. 

Per quanto attiene alla giustizia sportiva, la società ha già dimostrato fattivamente la propria disponibilità a collaborare.

La nota è abbastanza chiara. Non c’è di che sbagliarsi in merito. La Juventus precisa che NESSUNO (tra dipendenti e tesserati) è indagato a livello penale nella vicenda. L’indagine, bisogna specificarlo, è chiusa, si è conclusa. La Juventus penalmente non è indagata, e neanche alcuno dei suoi dirigenti come specificato nella nota. Ma sul web ovviamente è dilagata la notizia che la società fosse in pericolo di qualche sanzione.

Questi sono i fatti, questa stagione di articoli assurdi ne sono usciti parecchi. E scommetto, non saranno gli ultimi.