Un cane più rognoso del Chievo Verona, non si sarebbe potuto capitare in serie A. La nota positiva è che i bianconeri dimostrano di poter fare anche una prestazione a livello fisico. Chi l’avrebbe mai detto? Il gioco continua a latitare, per una buona mezz’ora la Juve non ha mai tirato in porta, partita stavolta come un diesel e non come una Ferrari che poi fonde il motore dopo 50 minuti appena, la Juve tiene per la prima volta in questa stagione, tutta la gara a livello prestazionale. Questo è un bel segnale, forse si inizia a carburare e a cambiare marcia. Le note negative però rimangono a livello mentale. Anche contro il Chievo Verona si è vista qualche disattenzione a livello difensivo, sull’azione del rigore (che non c’era in realtà) Lichtsteiner si perde l’attaccante clivense non effettuando la diagonale; sui calci piazzati ancora tante difficoltà, ormai sono passati tre mesi e ancora non sono riusciti a trovare il bandolo della matassa. La scorsa stagione la Juve era praticamente impenetrabile da calcio piazzato, ciò vuol dire che l’attenzione latita pesantemente in diversi giocatori adibiti a compiti di marcatura. Non è solo Alex Sandro il problema sulle punizioni avversarie. Con la sosta per le nazionali, purtroppo, si avrà ancora meno tempo per lavorare insieme, e ci aspetta il Pescara, ma soprattutto la gara fondamentale di questo fine 2016 di Siviglia, lì si deciderà tutto sulla mentalità europea della Juventus. Siviglia che è un osso durissimo da battere in casa propria (il Barcellona ha faticato non poco nell’ultima giornata), gli andalusi sono in forma smagliante e noi dobbiamo ricordare come la scorsa stagione proprio a Siviglia buttammo via un’annata che poteva essere ancora migliore di quella che poi è stata (è mancata solo la maledetta Champions League alla fine). Insomma col Chievo si è vista finalmente una Juventus che ha tenuto bene per 90 minuti a livello fisico ma c’è ancora molta strada da fare.