Ma quanto è difficile imparare ad andare in bici? Lo ricordate anche voi? :)

Ma quanto è difficile imparare ad andare in bici? Lo ricordate anche voi? 🙂

Christmas Humphreys è stato uno dei più importanti esponenti “occidentali” del Buddhismo, soprattutto di quello Zen.

Visse tra il 1901-1983 nacque a Londra da una famiglia di avvocati e si dedicò alla professione legale, dapprima come avvocato e poi, dal 1968 fino al suo ritiro nel 1975, come giudice. Cominciò a interessarsi al buddhismo in giovane età e nel 1924 fondò a Londra la Buddhist Society, che è oggi la più antica e vasta organizzazione buddhista in Europa. Rilascio molti discorsi, scrisse poesie e sono stati scritti anche alcuni libri del suo pensiero.

A prescindere dall’appartenenza a questa filosofia cosi magica come il buddhismo, voglio condividere con voi uno della sue poesie, colma di amore e fratellanza tra discepolo e maestro:

Maestro sono triste e malato.

Insegnami quel che devo sapere.”

Figlio mio non c’è nulla da insegnare,

né al di sopra, né al di sotto”. (1)

Maestro, io soffro. Sii la mia guida;

Certo la Via è sgombra.

Mostrami i gradini che devo salire

giungere alla libertà ora e qui”.

Figlio mio, se non posso fare di meno

tuttavia non posso fare di più.

Infatti ognuno troverà da solo il fiume

e arriverà all’altra sponda. (2)

I gradini sono molti. Primo, guardare

per vedere le cose come sono

accettando ciascuna come è veramente, (3)

una goccia di rugiada o una stella,

quindi sapere che tutto è di tutto, (4)

del cielo, della terra o dell’inferno.

Tutto il bene è male, il male bene,

e tutto, figlio mio, è buono!”

Camminare senza sosta è arduo:

più arduo ancora è incominciare!”.

Col cuore e con la mente sforzati tuttavia

di raggiungere la visione interiore.

Il sé che tu ami è solo una nebbia,

trasudata dalla mente

per offuscare la compassione del cuore

per tutta la vita e tutta l’umanità.

Il sé, la luce senza nome,

è lo specchio della Vacuità.

E’, l’abbiamo e non l’abbiamo,

corrotto e incorrotto. (5)

E ora andiamo avanti. Io non guido.

Viaggiamo a fianco a fianco

finchè il cuore sarà l’amore stesso,

e l’amore stesso sarà morto”.

Maestro, il tuo dito indica la Via;

la tua saggezza è mia amica.

Ma quando finirà il viaggio lungo e faticoso?”.

Figlio mio, non c’è fine”.

Christmas Humphreys

  1. Imparare, sapere, vuol dire usare la mente e il Buddhismo vuole andare oltre la mente, lì dove secondo il suo pensiero si trova l’unica vera pace.

  2. Tante volte il Buddha ha insistito su questo punto nei suoi sermoni.

  3. Nessun giudizio quindi, cardine primario del pensiero zen.

  4. Non siamo isole nel mondo ma siamo tutti interdipendenti e collegati tra di noi e tutte le cose.

  5. Questa è la parte più difficile. Il tema della vacuità nel Buddhismo è centrale. Tutto è vuoto, niente è colmo, nulla ha davvero senso e non c’è bisogno di crearne uno. Smettiamo di aggrapparci a quel qualcosa soprattutto con la mente, liberiamocene. Bisogna guardare ogni cosa con un distacco consapevole, in modo da amarlo e vederlo per quello che davvero è.

Una poesia molto bella e profonda, vero?

Ci vedo tanto amore tra il maestro e il discepolo. Nelle note ho dato la mia personalissima interpretazione per facilitarne la lettura, altri la vedranno in un’altra maniera. Nessuno sbaglierà.